La morte è solo l’inizio del secondo tempo. 10 anni senza Lucio Dalla.

Era il 1° marzo del 2012 quando il cuore di Lucio Dalla smise improvvisamente di battere, lasciando un Paese intero nello sgomento, nel dolore e nella consapevolezza di aver perso uno degli artisti in assoluto più rappresentativi degli ultimi 50 anni.

Il suo modo di comunicare innovativo, contemporaneo e molto spesso profetico ha accompagnato momenti di vita di diverse generazioni, arricchendoli di emozioni e spunti di riflessione.

La versatilità e lo spessore artistico di Dalla sono riconosciuti a livello internazionale.

Anthony Oliver Scott, critico del Times, lo definì “un intellettuale schietto le cui canzoni hanno catturato sia lo spirito esuberante della cultura popolare italiana che l’agonia politica e le turbolenze sociali del paese negli anni 60 e 70, con i suoi testi rapsodici e discorsivi, polemici ed osservanti spesso nell’arco di una sola strofa, e la sua voce che poteva passare dall’intimità colloquiale alla passione a tutto volume altrettanto rapidamente”.

Lucio era un uomo libero, un generoso artista fuori dal tempo in grado di riportare sullo spartito musicale le cose di cui si innamorava e che lo appassionavano.

“Sono disposto a qualsiasi cosa pur di arrivare al ragazzo di Crotone lontano da me, per essergli vicino e comunicargli quello che ho dentro. Comunque è anche una questione di rapporto con chi ti sta attorno. A me piace stare in mezzo alla gente, sono sempre in sala giochi o da Vito, o allo stadio, giro in bicicletta: certo questa non è la vita della rockstar distante dalla gente” (Intervista su Il Resto del Carlino del 1990)

Sono tanti gli eventi previsti per omaggiarlo nel corso di questo decennale dalla sua scomparsa.

Cesare Cremonini, da molti considerato il suo diretto erede per quello strano ed incomprensibile vizio di doversi sempre cimentare nel gioco dei paragoni e delle similitudini, debutterà presto come sceneggiatore e regista dedicando al Maestro un film biografico, aggiungendo un ulteriore tassello al mosaico della sua immortalità artistica ed umana.

Ci manchi immensamente caro Lucio, noi che ti amiamo tanto non possiamo fare a meno di pensarti come un angelo, “seduto fumando una Marlboro al dolce fresco delle siepi”.

Emiliano Nuccetelli

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