L’ARTE CONTRO LA GUERRA

E’ ormai passato un mese dall’inizio del conflitto tra Russia ed Ucraina e si contano già decine di migliaia di vittime tra militari e civili. Le immagini che ci vengono proposte ogni giorno sono di una violenza talmente inaudita quanto inspiegabile.

Il nostro NO alla guerra è da sempre categorico, fermo e deciso, perchè pensiamo che non esistano ragioni meritevoli di tale crudeltà. La guerra è mero interesse materiale, così tanto prepotente da calpestare dignità, speranza e pace. Alimenta e radica l’odio e le diseguaglianze. Guerra è distruzione del futuro, è ingiustizia. Guerra è morte.

Nel corso dei secoli, ogni forma d’arte si è espressa contro le guerre. In questo articolo faremo un breve viaggio tra le diverse opere dedicate a questo doloroso tema.

Pittura

Uno dei più celebri dipinti è senza dubbio il “Guernica” di Pablo Picasso, opera che simboleggia l’efferatezza della guerra e del primo bombardamento aereo della storia dell’umanità: quello della città di Guernica nel 1937 ad opera dell’aviazione tedesca a sostegno del generale Francisco Franco. Il quadro, che misura una base di 3,5 metri per un’altezza di 8, è esposto nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

Nel “Visage de la guerre” (Volto della Guerra), Salvador Dalì si concentra invece sulla rappresentazione di un grande volto impaurito ed addolorato che a sua volte racchiude altri teschi replicati all’infinito a simboliggiare l’atrocità ed evidenziando la distruzione causata dalla guerra. Questo dipinto, olio su tela, è custodito presso Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.

Terminiamo il capitolo pittura attraverso “Bombardment” di Philip Guston (1937) una tela tonda di straordinaria potenza che raffigura un turbine di corpi abbandonati ad un fatale destino.

Musica

Sono molti anche gli artisti che hanno composto canzoni anti-belliche.

Pacifista per eccellenza, John Lennon nella sua “Give peace a change” del 1969 cantava “Tutto quello che diciamo è di dare una possibilità alla pace“

Come scrivevamo in introduzione, la guerra è, prima di tutto, affari. E i Black Sabbath, con tutta la potenza del loro metal primordiale, in “War Pigs” del 1970 denunciano apertamente questo lato dei conflitti.

Il “nostro” Fabrizio Faber De Andrè ci racconta invece La guerra di Piero, giovane pacifista che si ritrova suo malgrado a combattere una guerra che non voleva e che non capisce.

‘Vedesti un uomo in fondo alla valle, che aveva il tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore’.

Probabilmente, se avessero potuto scegliere, entrambi avrebbero evitato di combattere contro persone con le loro stesse paure e sentimenti in nome di una divisa diversa.

Poesia

LA GUERRA CHE VERRÀ di Bertolt Brecht

La guerra che verrà

Non è la prima.

Prima ci sono state altre guerre.

Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente faceva la fame.

Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente. 

HO DIPINTO LA PACE di Talil Sorek


Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Cinema

La grande guerra, Mario Monicelli (1959)

Uno dei film più importanti del nostro cinema, La grande guerra di Mario Monicelli racconta la storia di due soldati impauriti (interpretati da Gassman e Sordi) che tentano in ogni modo di riportare a casa la pelle. Il film affonda le radici nella tradizione neorealista italiana, mettendo in scena un tragicommedia in cui non ci sono veri eroi, ma solo uomini onesti, nella loro umiltà e povertà e dal destino comune.

La grande illusione, Jean Renoir (1937)

Il capolavoro di Jean Renoir è una pietra miliare del cinema di quegli anni. La grande illusione è uno dei primi film a trattare la guerra in maniera critica, con un forte messaggio pacifista e antimilitare.

Il clima di collaborazione e rispetto tra francesi e tedeschi, il messaggio antimilitarista e il modo di ritrarre la guerra hanno reso il film di Renoir uno dei più amati del genere. Il film riavvicina due popoli, accomunati dal dramma della guerra voluta dai governi, e che combattono senza avere un vero e proprio odio verso il nemico.

Lo stesso Renoir ne ha parlato, dicendo che il film “traduce semplicemente quello che un Francese medio, mio fratello, pensa della guerra in generale. Ero ufficiale durante la grande guerra e ho conservato un vivo ricordo dei miei compagni. Nessun odio ci animava nei confronti dei nostri nemici. Erano dei buoni Tedeschi come noi eravamo dei buoni Francesi. Sono convinto che lavoro per un ideale di progresso umano presentando sullo schermo una verità non alterata. Attraverso la rappresentazione di uomini che compiono il loro dovere, secondo le leggi sociali, nel quadro delle istituzioni, credo di aver dato il mio umile contributo alla pace mondiale.“ (fonte: lascimmiapensa.com)

Con la speranza che queste grida possano essere ascoltate e che questo assurdo conflitto tra Russia e Ucraina possa cessare presto. STOP WAR.

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