IL PIÙ SEMPLICE ATTO DI RIVOLUZIONE – intervista a Marco Saverio Loperfido

L’idea di fondo è di una semplicità spiazzante: riprendersi la propria velocità naturale e raggiungere i luoghi camminando a piedi. Niente macchina, nessun motorino. Per andare da un posto all’altro si mette un passo davanti all’altro. Quello che viene fuori è il paesaggio, visto con il tempo giusto, assaporato, annusato, toccato, contemplato, attraversato, e per condividere i sentieri percorsi con altri possibili camminatori nasce un progetto: “Ammappalitalia”.
Promotore di questa rete di conoscenza e condivisione è Marco Saverio Loperfido, lo abbiamo intervistato a pochi giorni dalla sua partenza per il viaggio a piedi attraverso la Tuscia.

1-Che valore ha, per te, il camminare a piedi?

Camminare mi fa stare bene, innanzitutto. Dopo i primi passi qualcosa dentro di me inizia a funzionare correttamente, ritrovo il ritmo cardiaco idoneo al giusto vivere. Camminare è avere un’esperienza ancestrale e primaria con la vita, tutti siamo stati nomadi prima che stanziali. Per questo camminare è anche, oggi, l’unico e vero atto rivoluzionario che ci è permesso, perché camminare significa andare in una direzione completamente diversa rispetto a tutto il resto del mondo. Vai contro la fretta, vai contro il tempo paragonato al denaro, vai contro lo sguardo corto e soffocante delle metropoli.

2-Come è nata l’idea di Ammappalitalia? A chi è rivolto il progetto e come si può partecipare?

L’idea di ammappalitalia è stata un’esigenza prima che un’idea. Avevo bisogno di un sito che facesse da piattaforma per le esperienze a piedi  delle persone, che racchiudesse in un unico archivio tutti i percorsi italiani, specialmente quelli che uniscono i borghi. In un secondo tempo l’idea si è arricchita di concetti filosofici, riflessioni sui dati liberi della rete, sulla possibilità di incentivare il turismo e il localismo. La piattaforma è aperta a tutti coloro che conoscono e hanno voglia di condividere un percorso a piedi, o in bici o a cavallo, che sia italiano. Basta descrivere il percorso mettendosi nei panni di chi lo percorrerà . Per partecipare basta scattare qualche foto, tracciare, se possibile, un gpx e poi spedire il tutto per mail a ammappa.te@ammappalitalia.it, nell’attesa che il sito possa far entrare quanto prima in funzione un inserimento guidato e automatico dei percorsi, magari con il profilo utente.

3-Se penso a sentieri da percorrere a piedi mi vengono subito in mente immagini agresti, selvagge o comunque paesaggi appartenenti a piccoli borghi. L’idea del camminare a piedi e di raggiungere un posto senza usare mezzi motorizzati, si lega molto ai piccoli centri cittadini e ai paesi piuttosto che alle grandi città, è così per il tuo progetto?

Naturalmente i percorsi privilegiati da ammappalitalia sono quelli che collegano i borghi, che così diventano luoghi di sosta per i viandanti, come lo erano in passato. Con questo si cerca anche di riscoprire le antiche mulattiere o le strade bianche, patrimonio inestimabile del paesaggio italiano. Un patrimonio, tra l’altro, solo in attesa di essere utilizzato al meglio e senza costi. Non c’è bisogno infatti di spendere soldi per aprire questi percorsi a piedi. Già esistono da millenni, perché l’Italia è un paese che affonda le radici nel tempo antico ed è sempre stato abitato, quindi attraversato camminando. Ciononostante abbiamo anche la sezione dedicata ai percorsi urbani, con i suggerimenti su dove andare e cosa visitare.

4- Che territorio si sta delineando dalle mappature che fino ad ora vi sono pervenute?

Dalle mappature si delinea un territorio ancora straordinariamente bello nonostante gli abusi e la cementificazione selvaggia. L’Italia è così bella che resiste alla stupidità di molti dei suoi abitanti. Ad ogni passo, ad ogni chilometro, si apre uno scorcio nuovo. Il viaggio in Italia è un piccolo viaggio nello spazio ma un continuo ed immenso viaggiare nel tempo. In una stessa area possiamo trovare resti etruschi, romani, medievali, contemporanei. In Italia è raro imbattersi nella natura selvaggia e senza volto; la natura italiana è sempre un “paesaggio”, ovvero un ‘interpretazione umana dell’ambiente.

ammappa2

5- Cosa bisogna fare per inviarvi una mappatura di un percorso? Quali sono gli elementi che bisogna annotare durante il cammino?

Qui di seguito i passi necessari per Ammappare al meglio:

  1. Esci di casa munito di taccuino, penna e se possibile di macchina fotografica. Annota l’orario di partenza
  2. Incomincia a percorrere il sentiero e annota ogni possibile bivio con la descrizione della direzione da prendere. Per farlo al meglio cerca di metterti nei panni di chi lo percorrerà per la prima volta e ha bisogno delle tue informazioni per non perdersi
  3. Ogni tanto scatta qualche foto alle cose più utili o più belle e interessanti
  4. Segna anche, più o meno, la durata dei passaggi da un punto ad un altro
  5. Vai avanti così fino alla fine del percorso, segna l’orario di arrivo e prenditi qualcosa al bar per brindare alla tua nuova ammappatura.Al posto del taccuino puoi anche usare un registratore audio. Arrivato a casa dovrai semplicemente trascrivere le tue parole sul computer.

Noterai una cosa interessantissima: ammappare un territorio è un modo per partecipare alla sua complessità e bellezza. Così come fare un dipinto di un paesaggio instaura una relazione tra noi e il paesaggio stesso e ci dà un senso di maggiore coinvolgimento, così attraversare un territorio pensando al fatto che altri usufruiranno del nostro servizio, ti farà entrare in uno stretto e diverso contatto con esso.

Il servizio offerto non sarà inoltre soltanto quello verso la comunità, ma verso i posti naturali descritti. Infatti potrai annotare abusi e discariche, scempi edilizi e sentieri in stato di abbandono. E’ insomma un modo per monitorare tutti insieme il nostro paesaggio.

6-Per questo progetto state portando avanti un crowdfunding,  qual è l’obiettivo da raggiungere?

Per questo progetto il crowdfounding di Produzioni dal basso ha trovato 2000 euro con i quali è stato avviato il dominio, il sito con le funzionalità relative e molte iniziative parallele (concorso, giro della tuscia…) Attualmente dunque il crowdfounding è chiuso, mentre è ancora possibile fare una donazione ad ammappalitalia con il tasto “donazione” in home. Ammappalitalia è una ASD senza scopo di lucro. In futuro si cercherà sempre di più di aggiungere funzionalità, come il servizio di routing, l’inserimento automatico dei percorsi, la traduzione del sito in altre lingue, l’integrazioni con altri progetti e siti, tra cui Parcodeisuoni.net e Trailitalia.it.

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7-Tante sono le iniziative correlate a Ammappalitalia, vuoi parlarcene?

Abbiamo un progetto per le scuole che chiunque può scaricare e fare proprio (Passeggiata Ammappante), divulgando la bellezza del camminare e dell’interpretare il paesaggio anche tra i più piccoli. In cantiere poi il Secondo concorso per la migliore ammappatura. La prima edizione è stata un successo e la serata di premiazione è stata organizzata al Circolo degli Artisti di Roma il 12 gennaio 2014. In futuro la creazione di comunità di Ammappatori sparse sul territorio che controllerà e mapperà i percorsi. Infine l’istituzione di corsi pubblici per utilizzare gli strumenti tecnologici per la mappatura.

8-Stai per partire per “il giro della Tuscia in 80 giorni”, ti metti in prima linea. Come si svolgerà il tuo viaggio? Sarai solo? Dove pernotterai? Che attrezzatura porterai con te?

Il viaggio sarà semplice dal punto di vista della fatica fisica, ma difficile dal punto di vista della ricerca degli antichi tracciati che collegavano i paesi. Queste informazioni semplicemente non esistono e bisogna munirsi di pazienza. Parlerò con i vecchi dei paesi, che da giovani andavano a piedi, o consulterò la mappa on line openstreetmap.org, database libero della cartografia mondiale. Pernotterò lì dove gli abitanti, che siano comuni o foresterie o conventi o privati o attività commerciali, metteranno a disposizione un pasto caldo e un letto per un pellegrino come me. Porterò con me gli indumenti, un pc portatile per mettere i percorsi on line ogni sera, una macchinetta fotografica nikon e qualche botto di capodanno per spaventare i cani randagi o i maremmani. Scarpe alte da trekking per il fango e ghette per le vipere. Chiunque si può unire al viaggio, ma vorrei fare da solo almeno la prima e l’ultima tappa,le più intime. Alcune tappe sono brevi altre molto lunghe. Il principio non è quello di far parlare Marco e la sua impresa, ma il territorio che attraverserò.

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9- Hai altri progetti in cantiere?

Tanti. Per esempio, se avrò il sostegno economico delle istituzioni, vorrei mappare interamente il Molise (136 comuni), regione stupenda e dimenticata, in pieno stile ammappalitalia quindi. Ho anche l’idea di comprare un pulmino per andare in giro e fare da campo base per la divulgazione del progetto e per le escursioni. A maggio mapperò il tratto romano della via Francigena, in collaborazione con la sezione CAI di Roma. Stiamo sviluppando, insieme a i3factory, le applicazioni per cellulare “Ammappalitalia”. Come dicevo sopra nell’immediato vedo il lancio del Secondo concorso per la migliore mappatura. Servono sponsor per i premi… chi ha voglia di sostenerci si faccia avanti!

Seguiremo i percorsi di Marco su www.ammappalitalia.it, e chissà, magari ci uniremo a lui per una tappa della sua “ammappatura”.

Marianna Cozzuto

www.ammappalitalia.it

ammappa.te@ammappalitalia.it

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One comment

  • Francesca Mazzone

    Un in bocca al lupaccio! Lungo la strada potresti imbatterti in cappuccetto rosso con il suo capagno di merende! Se ti offre le mele non fidarti… Meglio le banane!!
    La solita!!!
    €&)

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